Incentivi per fotovoltaico e pompe di calore: cosa cambia con le nuove regole europee
Chi pensa di rendere la propria casa più efficiente di solito si fa tre domande: quanto costa l’intervento, quanto farà risparmiare in bolletta, a quali incentivi si può accedere. Nei prossimi anni potrebbe aggiungersene una quarta: quale prodotto, esattamente, sto acquistando?
Il motivo è una normativa europea che introduce nuovi criteri per gli incentivi pubblici legati a fotovoltaico, pompe di calore e sistemi di accumulo. Non cambia nulla dall’oggi al domani. Però indica una direzione chiara, e conviene conoscerla prima di mettere mano alla casa.
Da dove nasce la novità
Il riferimento è il Regolamento (UE) 2024/1735, noto come Net-Zero Industry Act. L’obiettivo è rafforzare la produzione europea delle tecnologie a zero emissioni nette. Tra le sue disposizioni, l’articolo 28 riguarda i regimi pubblici rivolti a famiglie, imprese e consumatori che incentivano l’acquisto di queste tecnologie. Vale per le misure nuove e per quelle esistenti quando vengono aggiornate.
Per “incentivo” si intende una nozione ampia: contributi, rimborsi, finanziamenti agevolati, crediti d’imposta, detrazioni. Questo non significa che ogni bonus edilizio italiano ricada automaticamente sotto queste regole. Il criterio si applica quando la misura sostiene davvero l’acquisto di uno specifico prodotto “net-zero”.
Dal tipo di impianto al singolo prodotto
Finora il ragionamento era semplice: la pompa di calore rientra nell’incentivo? Il fotovoltaico sì? In futuro potrebbe non bastare più.
Il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1178 elenca i prodotti interessati e i loro componenti principali. Per la casa, quelli rilevanti sono:
- impianti fotovoltaici, inclusi celle, moduli, inverter e vetro solare;
- pompe di calore;
- batterie e sistemi di accumulo.
A contare potrebbe essere anche la resilienza della filiera, cioè quanto l’approvvigionamento europeo di quel prodotto dipende da un solo Paese extra-UE. Il regolamento prende come soglia di riferimento una dipendenza superiore al 50%. Accanto alla resilienza, i regimi dovranno considerare almeno un altro criterio tra sostenibilità ambientale, innovazione e contributo all’integrazione del sistema energetico.
In pratica, oltre a prezzo, rendimento e garanzia, nella scelta di un impianto potrebbe entrare in gioco anche la sua provenienza.
Due modi di premiare, con un tetto preciso
La normativa lascia agli Stati due strade:
- Un criterio di accesso: l’incentivo spetta solo ai prodotti che rispettano determinati requisiti.
- Un criterio premiante: tutti i prodotti ammessi ricevono un incentivo base, e quelli con requisiti più elevati ottengono una maggiorazione.
Nel secondo caso ci sono due limiti da tenere a mente. La maggiorazione si calcola solo sul costo del prodotto, non sull’intero intervento. E non può superare il 5% del costo del prodotto, con un tetto che sale al 15% per i programmi rivolti alle famiglie in condizioni di povertà energetica.
Un esempio, a scopo puramente illustrativo. Una riqualificazione da 35.000 euro comprende 23.000 euro di cappotto termico e 12.000 euro di pompa di calore. Se la pompa di calore rispetta i requisiti premianti, la maggiorazione si calcola sui soli 12.000 euro: al massimo 600 euro. Il cappotto resta fuori da questo calcolo. Importi e percentuali reali dipenderanno da come ogni misura nazionale o locale verrà scritta.
Cosa cambia oggi, concretamente
Per ora nessun bonus nasce da questa norma. Saranno le singole misure nazionali, regionali o locali a decidere se e come applicare questi criteri, con quali importi e requisiti.
Chi sta valutando un intervento può però muoversi con più consapevolezza fin da adesso:
- chiedere all’installatore le schede tecniche complete e le informazioni sui componenti principali, non solo potenza e rendimento;
- conservare con cura tutta la documentazione: fatture, certificazioni, dichiarazioni di conformità;
- verificare i requisiti dell’incentivo specifico con un tecnico abilitato o un commercialista prima di acquistare, non dopo.
Perché riguarda anche il valore della tua casa
L’efficienza energetica non incide solo sulle bollette. È un elemento sempre più presente nelle valutazioni di chi compra. Un impianto moderno, ben documentato e accompagnato da un Attestato di Prestazione Energetica aggiornato rende l’immobile più facile da raccontare e più solido in trattativa.
Vale anche il contrario. Documenti incompleti o impianti di cui non si conoscono le caratteristiche possono diventare un punto debole proprio quando si vende. Averli in ordine significa arrivare al rogito senza sorprese.
Chi invece sta cercando casa ha una ragione in più per guardare oltre i metri quadri: capire quali impianti ci sono, come sono documentati e quanto costerebbe adeguarli fa parte di un acquisto consapevole.
Come possiamo aiutarti
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Fonte: immobiliare.it
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza fiscale o legale. Per l’accesso agli incentivi rivolgiti a un professionista abilitato.
Articolo scritto RealDigitale / Marketing Immobiliare
